Viaggio a Napoli sul Vesuvio

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Sei una montagna … una montagna fatta di lava e cento lingue e hai nelle mani questa vita mia … di tutti noi napoletani, cresciuti all’ombra del tuo cono, intimoriti e affascinati, da te…

– J.W.Goethe
Il Vesuvio descritto nel viaggio di Goethe a Napoli insieme al pittore tedesco Tischhein

Il viaggio di Goethe

Attratto ed eccitato dal “brutto mostro pericoloso“, come lo definiva il suo compagno di viaggio, il pittore tedesco Tischhein, convinse un giovane del posto a fargli da guida perchè “nell’intervallo di due eruzioni, doveva essere possibile raggiungere la sommità del cono, spingersi fino al cratere e ritornare”, pensò Goethe, che aveva studiato la cadenza regolare delle frequenti eruzioni del 1787.

Nel suo Viaggio a Napoli, J.W.Goethe, racconta che si spinse fin sopra al cratere del Vesuvio, con il suo pennacchio di fumo, rischiando la propria vita, per scoprire i segreti del vulcano.


“Ci trovammo a picco sull’orlo di un abisso enorme.
Improvvisamente echeggiò un boato e la scarica formidabile ci passò sopra la testa.
Ci curvammo involontariamente , come se questo ci potesse salvare dalla tempesta di massi, le pietre più piccole cominciavano già a crepitare quando noi, contenti di avere superato il pericolo, arrivammo ai piedi del cono, mentre la cenere fioccava ancora, coi capelli e con le spalle infarinate anzi che no.”

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